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Abitazioni piu' piccole ma sempre piu' care

Casa, dolce e cara casa. La voce relativa all'abitazione e' quella che vanta il peso maggiore tra le spese non alimentari e ha registrato l'incremento piu' significativo negli ultimi 20 anni. Secondo le stime di Confcommercio il costo di utenze, bollette, affitti (imputati ed effettivi) e ristrutturazioni e' cresciuto del 127 per cento. Non solo. La quota di combustibili ed energia rappresentava il 6,2% della spesa non alimentare nel 1994 e oggi vale il 14 per cento. «I dati sugli affitti - spiega Luca Dondi, consigliere delegato di Nomisma - non incorporano il ribasso dei prezzi degli ultimi anni perché si riferiscono ai contratti in essere. La spesa per la manutenzione si spiega invece con i forti incentivi fiscali di questi ultimi anni». Negli ultimi 20 anni e' cambiato anche il rapporto degli italiani con quello che era considerato il bene rifugio per eccellenza. Se oggi come allora la netta maggioranza sceglie la proprieta', sono cambiate le proporzioni. Negli anni 90 il 68% optava per l'acquisto ma il 25,3% sceglieva ancora l'affitto. Oggi, invece, la quota degli affittuari si e' fermata al 18 per cento. «E si e' accentuata - prosegue Dondi - la polarizzazione tra i profili che scelgono questa formula: la fascia medio-alta che si sposta per lavoro e quella bassa, fortemente colpita dalla crisi, che non puo' permettersi l'acquisto». Con la famiglia che si restringe e il reddito che si assottiglia «gli spazi - conclude il consigliere delegato di Nomisma - si sono ristretti di 10-12 metri quadrati: negli anni 90 dimensione media piu' gettonata era di 95-98 metri, oggi siamo scesi a 80-85 ».

Il Sole 24 Ore

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