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Utilizzo dell'acqua calda sanitaria negli appartamenti

 

Che cos’e' l’acqua calda sanitaria?

È l’acqua calda, prodotta dalla caldaia, che viene utilizzata per le attivita' di sia in bagno che in cucina.

L’acqua calda sanitaria si puo' bere o utilizzare per la cottura dei cibi?

L’acqua calda sanitaria e' prodotta riscaldando l’acqua fredda proveniente dall’acquedotto, che e' potabile.

Durante la fase di riscaldamento tuttavia puo' subire alcune lievi modifiche che la rendono sconsigliabile per uso alimentare.

È l unico trattamento che subisce l’acqua calda sanitaria?

No, di solito si aggiunge costantemente all’acqua una piccola percentuale di prodotto filmante che ha lo scopo di preservare le tubazioni.

Ho sentito che l’acqua calda viene trattata; cosa vuol dire?

La vigente normativa prevede che l’acqua calda sanitaria debba essere erogata con una “durezza”, ovvero contenuto di calcio e magnesio, non superiore ad un valore limite. Se l’acquedotto fornisce acqua con valori di “durezza” elevati, come normalmente avviene, viene installato un sistema, chiamato addolcitore, che li porta entro i valori limite trattenendo i sali di calcio e di magnesio indesiderati.

Ho sentito parlare di Legionella; di cosa si tratta?

È un batterio che, se presente, prolifera nell’acqua calda e puo' provocare, se inalato (in doccia ad esempio), una seria malattia polmonare specie in soggetti gia' debilitati. Per questo a scopo preventivo l’acqua calda viene spesso trattata con prodotti antilegionella o subisce riscaldamenti periodici oltre i 70°C per contrastare il batterio.

Tutti questi trattamenti con prodotti rendono l’acqua tossica?

I prodotti utilizzati non possono contenere sostanze tossiche o nocive per la salute; rimane tuttavia sconsigliato utilizzare l’acqua calda per usi alimentari.

 Dopo l’inserimento dell’addolcitore in centrale termica mi sembra che serva piu' acqua per sciacquare bene le mani o i tessuti.

Con l’acqua addolcita si potra' utilizzare una quantita' inferiore di detersivo, in quanto nell’acqua calcarea una parte del detersivo viene “sprecata” per contrastare il calcare stesso; in assenza di calcare, e' possibile (anzi consigliabile, specialmente nel caso della lavastoviglie) ridurre la dose di detersivo.

Che temperatura deve avere l’acqua calda dal rubinetto?

La normativa prevede che l’acqua sia riscaldata a 48°C con una tolleranza di 5°C in piu'; e' evidente che in base alla lunghezza delle tubazioni dalla centrale termica al proprio alloggio questa temperatura puo' diminuire di qualche grado, specie se l’impianto e' datato e poco isolato.

Se l’acqua viene riscaldata in centrale termica per avere l’acqua calda all’ultimo piano devo prima far scorrere tutta l’acqua fredda che e' contenuta nelle tubazioni principali?

Negli impianti centralizzati e' previsto un sistema di ricircolo che mantiene calda l’acqua della tubazione principale fino all’ultimo piano anche in vani scale molto distanti dalla centrale termica.

Per ottenere l’acqua calda devo fare uscire molta acqua fredda, che pago come calda, e' giusto?

Solitamente la colonna dell’acqua calda proveniente dalla centrale termica passa in prossimita' del contatore dell’alloggio; vicino al contatore (di solito il lavello di cucina) l’acqua deve uscire dopo pochi secondi, piu' ci si allontana (es. bagno) piu' acqua occorre fare uscire prima che diventi calda: deve infatti uscire prima tutta l’acqua fredda contenuta nelle tubazioni tra il contatore ed il rubinetto.

Anche vicino al contatore l’acqua calda tarda ad uscire. In alcuni momenti non esce proprio.

Occorre far verificare l’impianto al gestore della centrale termica che, con opportuni strumenti, puo' verificare come sia necessario intervenire.

A volte l’acqua scotta.

È buona norma prima di utilizzare l’acqua calda saggiarne la temperatura, specie se si utilizza su bambini, l’impianto potrebbe essere mal regolato o essere in fase di riscaldamento antilegionella. Eventualmente segnalare la cosa al gestore dell’impianto.

Dal rubinetto esce poca acqua o esce spruzzando in modo non uniforme.

Probabilmente il rompigetto sul rubinetto si e' otturato per vari motivi. Svitare il rompigetto, lavarlo e immergerlo per alcune ore in un prodotto anticalcare per uso domestico concentrato (es. Viakal o direttamente in aceto di vino che e' altrettanto efficace). Disinfettarlo in Amuchina Diluita (1 tazzina da caffe' in un litro di acqua) o alcool etlico denaturato per circa 30 minuti. Rimuovendo il calcare e disinfettando gli erogatori si contrastano efficacemente le condizioni predisponenti per la proliferazione di batteri e altri agenti patogeni. Ogni anno e' bene cambiare le guarnizioni ed i filtrini rompigetto.

Dal rubinetto esce acqua rossastra.

Potrebbero aver fatto interventi sulle condutture, anche su strada, muovendo cosi' la fanghiglia che normalmente aderisce alle tubazioni. Lo stesso puo' avvenire dopo un prolungato perido di mancato utilizzo del rubinetto. Lasciar correre l’acqua fino a che non ritorna al colore normale.

Quanto costa l’acqua calda?

Il costo dell’acqua calda e' composto da tre elementi sommati fra loro:

1. Costo acqua fredda ente erogatore

2. Costo fisso ad alloggio calcolato da tecnico abilitato mediante procedure codificate

3. Costo per metro cubo consumato, calcolato applicando il costo del metano necessario per produrre un mc di acqua calda.

Mi e' stato fatturato un quantitativo di acqua calda che non credo di aver mai consumato.

Verificare il contatore tenendo segnate le letture periodicamente. Attenzione alle piccole perdite dei rubinetti, apparentemente innocue, perché costituiscono una uscita costante di acqua che puo' incidere anche notevolmente sui consumi.

Come posso fare per ridurre i consumi di acqua calda?

Tenere aperti i rubinetti solo quando serve effettivamente e non, ad esempio, quando ci si insapona. Preferire l’utilizzo della doccia anziché della vasca. Miscelare con acqua fredda quando la temperatura lo consente.

Quali sono le normative di riferimento per le qualita' dell’acqua?

Il DLgs 31/01 per le acque destinate al consumo umano per le acque potabili. Linee guida per la prevenzione della legionellosi 2008 regionali e 2015 nazionali.

Cosa prevedono le normative in vigore per l’acqua potabile.

L’amministratore ne e' responsabile e va effettuata una analisi di qualita' annuale post addolcitore (in quanto viene trattata acqua) o stoccaggio (le cisterne per acqua fredda potabile sono presenti raramente). Negli altri casi l’amministratore e' comunque responsabile della qualita' dell’acqua ma non sono previste ne’ verifiche specifiche ne’ scadenze. E’ consigliabile a nostro avviso eseguire annualmente una verifica in uno dei punti piu' lontani.

Cosa prevedono le normative in vigore per la legionella?

Prevedono una corretta informazione sul rischio legionellosi (vedi questa informativa) e per gli impianti centralizzati deve essere eseguito un monitoraggio almeno negli accumuli di acqua e nei ricircoli per verificare l’eventuale presenza del batterio nell’impianto.

 

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