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Il compenso degli amministratori di condominio in Italia: il piu' basso d'Europa

La crisi del mattone si ripercuote anche indirettamente sugli amministatori condominali. se da un lato la recente riforma del condominio ha aumentato le responsabilita' a loro carico, dall'altra rimangono tra i meno pagati d'europa. Il calo delle vendite di case si ripercuote anche indirettamente sugli amministratori di condominio, che saranno chiamati a gestire il patrimonio immobiliare sempre piu' ridotto ed in continua riqualificazione. Su questi ultimi grava la recente riforma del condominio, che da un lato ha rivoluzionato la vita degli amministratori condominiali, ma dall’altro non ha colmato alcuni vuoti su cui il legislatore non e' ancora intervenuto. Tutto questo ha portato ad un aumento di responsabilita' a carico dell’amministratore a cui non e' seguito un adeguamento dal punto di vista economico. Infatti, da quest’ultimo punto di vista, gli amministratori italiani sono tra i meno pagati in europa; facendo un confronto con le medie europee sia nei paesi dove la professione e' regolamentata (belgio, spagna, francia, lussemburgo), sia in quei paesi dove non esiste regolamentazione i dati sono i seguenti:

Belgio € 17,00 mese per unita' immobiliare

Germania € 25,00 mese per unita' immobiliare

Francia € 15,00 mese per unita' immobiliare

Lussemburgo € 16,00 mese per unita' immobiliare

Paesi Bassi € 23,00 mese per unita' immobiliare

Italia € 8,00 mese per unita' immobiliare

Secondo Leonardo Caruso (responsabile estero Anaci- Presidente Anaci Milano) “questi sono dati che dovrebbero farci riflettere, in quanto l’amministratore oggi, piu' di prima, deve assolutamente acquisire consapevolezza dell’importanza della sua professionalita' e delle sue funzioni. La spesa che comporta ingaggiare un professionista e' data dal modo in cui egli stesso esprime il suo lavoro attraverso l’immagine, l’impegno, l’innovazione, la conoscenza e l’affidabilita'. La professionalita' cosi' costruita ed il valore del professionista debbono essere salvaguardati. Il professionista e' portatore di un valore intrinseco, non parcellizzabile, che solo lui potra' trasferire e che distinguera' le sue modalita' operative da quelle di tutti gli altri concorrenti dello stesso settore". Facendo riferimento anche alla attuale situazione precisa inoltre che: “la riforma del condominio e la legge sulle professioni non ordinistiche sono indubbiamente una conquista e devono essere viste come una grande opportunita'. In questo contesto l’amministratore dovra' dimostrare ai propri clienti il possesso dei requisiti necessari nonché la conformita' delle prestazioni erogate secondo i nuovi standard previsti appunto dalle normative di riferimento”. Per tali ragioni, conclude, “per l’Anaci la principale mission e' quella di formare professionisti tecnicamente preparati”. Quindi, solo un amministratore di condominio preparato e costantemente aggiornato potra' competere con un mercato immobiliare in continua evoluzione.

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