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Noi siamo quello che mangiamo...e il nostro cane? di Silvia Cattani

Sono convinta che se stai leggendo questo articolo, la salute del tuo cane ti sta davvero molto a cuore.

L’alimentazione canina e' un vero e proprio labirinto, dove ad ogni angolo incontri false informazioni, falsi miti, abitudini consolidate e spesso scorrette e alla fine ti sembra di non trovare la via d’uscita.

Poiché e' ormai noto a tutti che “noi siamo quello che mangiamo”, mi sono chiesta: “per quale motivo “loro”, i nostri amici pelosi, dovrebbero fare eccezione?”
Prevenzione e cura spesso seguono la stessa strada.

Se il tuo cane sta male, alimentandolo in modo corretto gli fornisci le migliori chance di guarigione; se sta bene… perché farlo ammalare?
Meglio mantenerlo in salute nel modo migliore!
Purtroppo in ambulatorio vedo sempre piu' spesso animali con patologie direttamente o indirettamente legate all’alimentazione.
Obesita', diabete, allergie, infiammazioni croniche, tumori, sistemi immunitari che non reagiscono piu' o che, al contrario, reagiscono in modo abnorme…
E questi esempi sono solo una minima parte di una lista quasi infinita.
Quando anche la mia piccola Memole, Bovarina del Bernese, si e' ammalata gravemente, rischiando la vita, ho dovuto chinare la testa e rivedere tutte le mie conoscenze in ambito nutrizionale.

Mi sono avvicinata, pianpiano, ad nuovo approccio per l’alimentazione canina, che si basa sui principi della NUTRIGENOMICA, vale a dire “lo studio degli effetti degli alimenti sull’espressione genica, cioe' sull’interazione tra le sostanze nutritive e il genoma” (fonte Wikipedia).
La Nutrigenomica mira, infatti, all’ottimizzazione della nutrizione di ogni soggetto.

Studiando ed approfondendo le ricerche ho fatto mente locale a qualcosa che sapevo gia' da tempo: il cane deriva dal lupo!
In effetti e' stata una bella riscoperta e a quel punto mi e' venuto naturale fare una semplice considerazione: il cane, geneticamente molto simile al lupo, e' costretto, oggi, ad intossicarsi mangiando cibo che sarebbe decisamente piu' adatto ad un suino.
Immagino che qualcuno stara' gia' pensando: “Costretto?…
Dici cosi' solo perché non vedi la smania e la golosita' negli occhi del mio cane quando gli do' un biscotto! Basta vedere quanto sbava, per capire quanto gli piace!”
Purtroppo immagino siano questi i pensieri perché, quella stessa la smania, la vedevo anche negli occhi del mio cane e da li' mi e' venuto un dubbio: sembra che non mangi da mesi e, invece, ha appena svuotato la ciotola… Poi ho considerato che la golosita' e' un sentimento tutto umano e che per il cane i sapori hanno tutto un altro valore rispetto a quello che gli attribuiamo, altrimenti non si capirebbe come i nostri amici a quattro zampe possano mettere in bocca certe porcherie: feci di gatto o di altri animali, legnetti, terriccio, carogne.
In definitiva ci deve essere, qualcos’altro che gli fa desiderare cosi' tanto un biscotto.

Ho deciso allora di approfondire l’argomento e dopo attenti e impegnativi studi ho fatto una bella scoperta.
Alcuni alimenti, tra cui il latte ed il grano, contengono esorfine e caseomorfine, sostanze che hanno un effetto psicoattivo simil-narcotico, mimando all’interno del corpo del tuo cane, le sensazioni date dalla morfina.
In quanto alla bava… esistono centinaia di articoli sullo studio di Pavlov e sul condizionamento “vedo-il-cibo-sbavo-come-una-lumaca…” che spiegano benissimo che cosa succede nella testa dei nostri amici a quattro zampe.
“E se pensi che voglia per forza quel biscottino, prova a tirar fuori una fetta di salame e… preparati ad asciugare il pavimento!”
Si tratta di un meccanismo mentale, non di una scelta di gusto.

La salute deve essere in cima ad ogni priorita' e state pure tranquilli: salute non vuol dire mangiare cose insapori e amare del tipo “manda giu' che ti fa bene!” Come ci diceva la nonna parlando di uno sciroppo disgustoso.
Anche in questo caso la natura ha fatto le cose per  bene: piacevole = fa bene, spiacevole = fa male.
A questo proposito, l’eccezione l’ha fatta l’uomo, trasformando in piacevole (come ad esempio un biscotto), quello che in origine non lo e' (in questo caso, una spiga di grano cruda).

Occorre tornare alle origini, per ritrovare anche il piacere di mangiare insieme.
E in che periodo l’uomo e il cane hanno iniziato a cacciare insieme?
Nell’era paleolitica. Da qui la definizione di PALEODOG-DIET come di dieta geneticamente perfetta per il nostro amico.
La Paleodog-diet si basa sui principi fondamentali della fisiologia canina, vale a dire su come “funziona” il nostro cane, su quali sono i cibi idonei per la sua specie, e li adatta alla morfologia e alle necessita' di ogni singolo animale.
Ti da' in pratica il suo “libretto di istruzioni”!

Cosa possono mangiare i cani? Carne, pesce, frutta e verdura. In proporzioni variabili a seconda del soggetto e della sua vita.
Quello che sembra davvero un idillio puo' diventare realta'.
E’ ora di partire e, come ha detto un uomo saggio: “Ogni viaggio, anche il piu' importante, comincia con un solo passo”.
Insieme percorreremo una strada fatta di indizi e di chiare indicazioni, che ti condurranno in una sola direzione: la salute del tuo cane.

In pratica:

 

 

SILVIA CATTANI
Medico Veterinario

www.silviacattani.it

Via Cavallotti, 151
20900 Monza
Tel. 039 2148509

 

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