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NON E' MAI TROPPO PRESTO! per capire se la casa dove si vive e' sicura in caso di terremoto

Siamo tutti abituati a considerare la nostra casa un posto sicuro che, nel tempo, e' diventato anche accogliente, funzionale, fonte di orgoglio quando qualcuno ci viene a trovare.

Proprio come capita per la salute del nostro corpo, pero', non dovremmo mai dimenticarci del detto: “meglio prevenire, che curare”.

Quando stiamo bene, ci sembra che la nostra salute sia “di serie” ed e' questa la ragione per cui, poi, anche un semplice malore ci coglie sempre impreparati e quasi ci indispettisce il fatto che per un “banale” problema di salute non sia stato, magari, possibile rispettare la programmazione della nostra vita.

Non dovremmo fare questo errore anche per quanto riguarda la nostra casa: e' pericoloso infatti pensare che sia in grado di resistere a tutto, persino ad un terremoto, solo per il fatto che da quando ci abitiamo ci sono state gia' state scosse telluriche che l’hanno fatta traballare, ma non crollare.

L’Italia e' un paese a rischio sismico anche se, solo raramente, gli eventi sismici arrivano ad avere un’intensita' che porti a preoccuparsene; in pratica tutti ritengono che, se non ci sono mai stati crolli, la casa non sia a rischio.

Ci sono stati grandi progressi da parte delle societa' che si occupano di efficientamento dei condominii: grazie a cio' dalle analisi fortemente invasive e soprattutto molto costose si e' finalmente arrivati a metodi che consentono di usare prevalentemente gli algoritmi di calcolo per simulare gli effetti di un sisma.

Oggi grazie a queste metodologie un condominio puo' essere “etichettato” proprio come certi elettrodomestici (il freezer, la lavatrice, il televisore, etc) secondo uno schema colorimetrico che consente di evidenziare, anche graficamente, che tipo di resistenza strutturale avrebbe la propria abitazione in caso di un evento sismico importante.

Per capire di piu' di queste metodologie ci siamo rivolti all’Ing. Gabriele Pancaldi perché, comprendere i meccanismi che entrano in gioco quando c’e' un terremoto, e' proprio il compito degli ingegneri; l’Ing. Pancaldi dello Studio Associato di Ingegneria Martino & Pancaldi, ha frequentato un corso di formazione a livello universitario proprio per essere abilitato all’uso dell’innovativa metodologia RE.SIS.TO. ed entrare a fare parte del Network RE.SIS.TO.

Che cosa e' cambiato nelle modalita' di verifica?

Ing. Pancaldi: fino a inizio del 2017 l’analisi delle strutture era legata unicamente a complessi e onerosi calcoli che dovevano essere utilizzati indipendentemente dalla gravita' della vulnerabilita' presunta dell’edificio.

Poi grazie all’esperienza e alla collaborazione dei professori della Facolta' di Ingegneria dell’Universita' di Bologna e' stato messo a punto un metodo professionale, veloce e poco invasivo, per una prima verifica che consente di arrivare ad un indice di sicurezza dell’edificio.

Cosa consente di misurare questo indice?

Ing. Pancaldi: questo indice, denominato RE.SIS.TO. (che, in pratica, e' l’acronimo di Resistenza SISmica TOtale) consente la valutazione della vulnerabilita' sismica degli edifici in muratura, cemento armato e prefabbricato su tutto il territorio nazionale.

Che tipo di indicazioni consente di ottenere RE.SIS.TO.?

Ing. Pancaldi: la metodologia RE.SIS.TO. permette di valutare quanto e' vulnerabile la casa in tempi molto rapidi (3/4 giorni) con costi molto contenuti, risparmiando piu' di un 80% dell’investimento necessario per una valutazione convenzionale (secondo le vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 dette in breve NTC 2018), identificando quali sono le problematiche urgenti (chiamate vulnerabilita' locali) e consentendo agli ingegneri, tecnici e committenti di focalizzare meglio le risorse nel caso siano necessarie verifiche ulteriori.

Come funziona RE.SIS.TO.?

Ing. Pancaldi: l’indagine tramite E.SIS.TO. si articola in tre fasi d’indagine attraverso le quali si ottiene una classe risultante. Attraverso una scala colorimetrica, che va dal verde (piu' resistente) al rosso (meno resistente) e' possibile valutare, visivamente, quanto e' vulnerabile la casa. Quando la classe risultante RE.SIS.TO. e' una classe arancione (IV) oppure rossa (V) allora e' sempre raccomandabile una verifica ai sensi della NTC 2018 (la cosiddetta metodologia convenzionale) per un’ulteriore verifica, piu' approfondita, in modo da eseguire gli interventi necessari per migliorare o adeguare sismicamente l’abitazione.

Come si procede dopo l’analisi?

Ing. Pancaldi: RE.SIS.TO. con il suo Network di tecnici qualificati aiuta, se richiesto dai proprietari degli immobili, a scegliere i materiali, le tecnologie e i tecnici piu' adatti a svolgere l’intervento sulla casa, in modo poco invasivo, evitando nella maggior parte dei casi, grossi lavori e offrendo anche una soluzione chiavi in mano, finanziamento compreso. Per fare un esempio concreto nel dopo terremoto

dell’Aquila e dell’Emilia si e' avuta l’opportunita' di valutare sismicamente in maniera speditiva le case, senza spendere una quantita' di soldi eccessiva, riuscendo a prevenire altre possibili situazioni catastrofiche.

È possibile beneficiare degli incentivi usando questa metodologia?

Ing. Pancaldi: certamente, grazie al Sisma Bonus semplificato e' possibile ottenere degli incentivi variabili dal 50% al 85%, detraibili in soli 5 anni per interventi di situati in zona sismica 1, 2 e 3 (praticamente la totalita' del territorio italiano).

RE.SIS.TO.

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