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Aumentare il valore della proprieta' nel tempo

Rovigo - Il 18 giugno 2013 e' cambiata la vita per almeno 30 milioni di italiani e alcune migliaia di amministratori condominiali sparsi per tutto lo stivale.

Dopo 70 anni di attesa e una gestazione non poco travagliata la Riforma del Condominio e' diventata realta', apportando significative modifiche alla normativa civilistica del 1942.
Numerose le novita' contenute nella riforma che interessano la vita comune a 360 gradi, sia nel privato degli appartamenti che negli spazi comuni e, soprattutto, nella gestione dell’ente condominiale a livello amministrativo e di bilancio.

Personalmente avrei auspicato un intervento del legislatore anche sui temi delle immissioni di fumo, odore e rumori che invece non sono stati affrontati lasciando l’amministratore privo di poteri effettivi dinanzi alle problematiche piu' frequenti del vivere quotidiano in condominio. Si poteva fare di piu' ? Si poteva fare meglio? Le opinioni si dividono ancora sulla effettiva portata della legge 220/2012, tuttavia non si puo' disconoscere l’importanza di un restyling che ha adattato la normativa alle mutate esigenze di tutti gli attori che a vario titolo ruotano attorno al condominio.

Un dato emerge in maniera inconfutabile, la riforma ha responsabilizzato ed elevato la figura dell'Amministratore introducendo nuovi obblighi e adempimenti anche in materia di sicurezza delle parti comuni. La legge 220/12 e la legge 4/2013 hanno nella sostanza legittimato una professione che solo qualche anno prima era ancora considerata di serie B, alla perenne ricerca di una identita'.

Il condomino cliente non si accontenta piu' di figure improvvisate ma ricerca seri professionisti del settore, in possesso di requisiti e competenze adeguate per un incarico che non e' semplicemente di esattore delle rate, ma di gestione oculata dell’immobile volta ad un reale incremento di valore della proprieta' nel tempo.
Anche se la novella ha elevato il numero minimo di condomini richiesto per la nomina dell’amministratore non e' raro che edifici anche con  meno di 8 proprietari decidano di affidare l’amministrazione delle parti comuni ad un professionista esterno, ritenendo che una auto gestione difficilmente sarebbe in grado di affrontare con efficacia e tempestivita' le numerose incombenze che gravano oggi sul condominio.

Da un lato, quindi, dei veri e propri building manager, che svolgono la loro attivita' come da requisiti previsti dalla normativa UNI 10801 tenendo l’intero condominio sempre aggiornato sui lavori da effettuare, a livello legislativo ed amministrativo, dall’altro una utenza sempre piu' esigente ed informata che pretende un servizio di elevata qualita'.

La vera rivoluzione nell’amministrazione del condominio non sara' questa riforma né la nascita di super professionisti, ma una ritrovata sinergia fra condomini, artigiani e amministratori che solo collaborando e partecipando attivamente alla vita del condominio potranno veramente contribuire alla valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano.
 

Alberto Ferrari

Fonte RovigoOggi.it

 

 

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