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Tracciabilita' dei voucher e Nuova legge sulle donazioni alimentari

I VOUCHER DIVENTANO TRACCIABILI

Il 23 settembre u.s. il Governo ha approvato in via definitiva il decreto correttivo del d.lgs. 81/2015 (Jobs Act) che, tra le altre cose, contiene anche significative novita' in materia di voucher (o buoni lavoro).

Va ricordato che i voucher sono un sistema di pagamento che puo' essere utilizzato in tutte quelle forme di lavoro, occasionale e discontinuo, non regolamentate da un contratto di lavoro. L’utilizzo e' abbastanza semplice: il committente deve semplicemente comprare un carnet di buoni da rivenditori autorizzati, attivare il voucher e consegnarlo al lavoratore che provvedera' ad incassare la somma percepita subendo, pero', una trattenuta del 25% che va a finanziare la contribuzione Inps e l’assicurazione Inail contro gli infortuni (quindi, per ogni voucher, su un valore nominale di 10

euro il corrispettivo netto per il prestatore e' di 7,50 euro). Ogni lavoratore ha dei limiti sui compensi che puo' ricavare annualmente dai voucher: non piu' di 2.000 euro netti per ogni singolo committente e non piu' di 7.000 euro netti totali tra i diversi committenti; se si rimane all’interno di tali limiti il rapporto di lavoro risulta legittimo e non puo' subire contestazioni.

Il suddetto decreto correttivo introduce la “tracciabilita'” dei voucher, con l’obiettivo dichiarato di favorire un utilizzo piu' corretto dello strumento, contrastando gli abusi ed evitando che possa essere usato in modo distorto per retribuire anche quelle attivita' che non sono occasionali al solo scopo di non contrattualizzare i dipendenti. In particolare, la nuova norma prevede che il datore di lavoro, almeno un’ora prima della prestazione di lavoro accessorio, debba inviare un sms o un’email alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro comunicando i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione lavorativa. Per gli imprenditori agricoli la comunicazione e' resa piu' “soft”, potendosi perfezionare in un arco temporale non superiore a 3 giorni (una forma di tutela nei casi di avversita' metereologiche che possono ritardare l’inizio della giornata d’impiego nei campi).

Chi non rispetta le nuove regole rischia sanzioni piuttosto “salate”: da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui e' stata omessa la comunicazione. Vengono confermati i limiti annuali per l’utilizzo dei voucher (2.000 euro per le prestazioni svolte per ogni singolo committente e 7.000 euro per la prestazioni complessive tra tutti i committenti), con l’eccezione dell’agricoltura: il settore agricolo viene, infatti, escluso dall’applicazione del limite dei 2.000 euro di compensi massimi per ciascun committente (rimanendo in vigore solo il tetto generale dei 7.000 euro per lavoratore), considerando che questo settore e' gia' soggetto ad una disciplina piu' stringente in materia di buoni lavoro (che possono essere usati, essenzialmente, solo nelle attivita' stagionali effettuate da pensionati e under 25 iscritti a un ciclo di studi).

P.S.: Le novita' contenute nel decreto appena approvato entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (che non e' ancora avvenuta); quindi al momento le nuove norme non sono ancora applicabili, ma lo diventeranno presumibilmente entro breve tempo. Successivamente all’entrata in vigore del provvedimento verranno chiariti meglio gli aspetti operativi, compresi i numeri telefonici e gli indirizzi email a cui inviare le comunicazioni preventive per l’utilizzo dei voucher.

NUOVA LEGGE SULLE DONAZIONI ALIMENTARI

Il 14 settembre u.s. e' entrata in vigore la legge n. 166/2016 recante “disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarieta' sociale e per la limitazione degli sprechi”, che si propone di sensibilizzare i consumatori sul tema dello spreco di prodotti e di favorire il recupero e la donazione di prodotti alimentari e farmaceutici per fini di solidarieta' sociale.

La legge prevede la possibilita' in particolare per gli operatori del settore alimentare (esercizi commerciali, supermercati, ristoranti e, in generale, tutte le attivita' commerciali e industriali che producono generi alimentari), di cedere gratuitamente le eccedenze dei prodotti alimentari ad enti pubblici e privati che perseguono, senza scopo di lucro, finalita' sociali e solidaristiche, ovvero Onlus, associazioni di beneficenza, mense, ecc. Quest’ultimi sono a loro volta obbligati a destinare gratuitamente le eccedenze ricevute, in via prioritaria, a soggetti indigenti o, in caso di inidoneita' all’uso umano, all’alimentazione degli animali o al compostaggio. Tali soggetti potranno ritirare le eccedenze direttamente o incaricare un altro soggetto donatario.

In dettaglio, possono essere donati:

1) prodotti alimentari, agricoli e agroalimentari che rimangono invenduti o che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche ovvero per prossimita' della data di scadenza;

2) prodotti alimentari che abbiano superato il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l’integrita' dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.

Va ricordato che per le donazioni di valore inferiore a 15.000 euro non e' previsto alcun adempimento particolare. Invece per le singole donazioni di valore superiore a 15.000 euro va inviata una comunicazione telematica agli uffici dell’amministrazione finanziaria, con l’indicazione di data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni nonché del valore complessivo di questi ultimi, entro la fine del mese cui si riferiscono le cessioni gratuite;

inoltre sono richiesti un documento di trasporto (o un documento equipollente in grado di consentire la tracciabilita' del prodotto) e una dichiarazione trimestrale del beneficiario sull’utilizzo dei beni che ha ricevuto.

La legge anti-spreco non prevede multe per le attivita' commerciali che rifiutano la cessione gratuita dei beni e si disfano del cibo in modo tradizionale. Vengono introdotti, invece, incentivi economici per le aziende che decidono di aderire all’iniziativa: in particolare e' prevista la possibilita' per i Comuni di incentivare i soggetti donatori mediante uno sconto sulla tassa rifiuti (TARI), applicando un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche relative ad attivita' produttive legate al settore della distribuzione dei beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti; la riduzione e' proporzionale alla quantita' di prodotto donato.

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